La Pasqua di Comiso:

una celebrazione secolare che coinvolge la città intera

La Pasqua comisana si intreccia con la vita dell’autore che riscopre le sue radici. Una storia nella storia raccontata con foto originali: la visita nelle case degli angioletti, la loro vestizione, la messa, la processione e l’emozione dell’incontro inaspettato con chi conserva il ricordo del nonno, chiamato ‘’u fotografo’’.

Rosario era tornato a Comiso su consiglio della cugina per vivere dei giorni di festa, ma il destino gli ha riservato questa bella sorpresa. ‘’ A Paci’’ ha conquistato l’autore a tal punto che è tornato nella cittadina sicula anche negli anni seguenti, per questa ricorrenza.

Diversamente dalla prima visita, però, non è poi stato più uno sconosciuto per i comisani (cumisari), ma è diventato ‘’ u fotografo ‘’come nonno Raffaele.

Dopotutto, le radici continuano a crescere.

Una passione che attraversa le generazioni

Il nonno Raffaele era soprannominato ‘’u fotografo’’. Nasce a Comiso e in giovane età emigra negli Stati Uniti per lavorare come fotografo. Dopo essere tornato nella terra nativa apre il primo laboratorio fotografico della cittadina, entrando nel cuore e nella storia di Comiso.

La Pasqua comisana: dal passato ai giorni nostri

‘’A Paci’’ è una tradizione antica che risale all’epoca della dominazione spagnola. Tutt’ora si celebra anche in alcuni comuni della Catalogna. Questa ricorrenza molto sentita dai cittadini di Comiso, rappresenta un momento di grande spiritualità che coinvolge l’intera Provincia di Ragusa.

La Chiesa di Santa Maria Santissima ha un valore particolare nella Pasqua comisana: qui si svolge la messa, al termine della quale comincia la processione, che si conclude di fronte a questo tempio costruito sui resti di una chiesa bizantina. In questo luogo, all’epoca si onorava San Nicola e solo dopo l’arrivo degli spagnoli si iniziò ad adorare la Madonna. Nella Chiesa di Santa Maria Santissima si trovano due simulacri: uno rappresenta il momento dell’Annunciazione, mentre il secondo raffigura Gesù risorto. Entrambi hanno un ruolo importante durante la celebrazione.

L’organizzazione della Pasqua comisana richiede lunghi preparativi, e una tappa fondamentale riguarda la scelta di due bambini in età prepuberale che durante l’evento impersonano gli angioletti che arrivano sulla terra per difenderla dal male. I due fanciulli, nel corso della celebrazione dovranno stare sopra i due simulacri sostenuti da dei portantini, e intonare il ‘’Regina Coeli’’.

L’evento comincia ufficialmente all’alba del giorno di Pasqua, con la vestizione degli angioletti, e prosegue con la messa presso la chiesa principale di Comiso. Continua con la processione verso le chiese della città e si conclude all’esterno della Basilica Maria SS. Annunziata, dove si fa ritorno al termine della giornata.

Comiso

Comiso è un comune di quasi 30.000 abitanti in provincia di Ragusa, alle pendici dei monti Iblei. Ha una storia antica che risale ai tempi dei romani. La piazza principale della cittadina è la Piazza Fonte Diana. L’immagine della Dea ricorre anche nello stemma del Comune. Comiso ospita molti luoghi di culto, alcuni dei quali hanno dimensioni monumentali. I “cumisari” sono un popolo ospitale, legato alla tradizione: ricordano annualmente la propria unità con feste e iniziative.

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